Il mercato offre scorciatoie che sembrano risolvere l'obbligo a basso costo, ma nessuna regge ai controlli seri:
Widget overlay di accessibilità
I widget installati sulla barra laterale del sito (accessiBe, UserWay, AudioEye e simili) non rendono il sito accessibile e non sono riconosciuti come soluzioni conformi dalla normativa WCAG né da AgID. Se dichiari conformità basandoti sul widget e ricevi una segnalazione, la dichiarazione crolla. Puoi usare i widget come supporto aggiuntivo, ma non come sostituto dell’accessibilità reale del codice.
Autovalutazione senza competenze
L’autovalutazione è legalmente ammessa, ma gli strumenti automatici rilevano al massimo il 30-40% delle non conformità, il resto richiede test manuali con screen reader, navigazione da tastiera e test con utenti con disabilità. Se redigi un’autovalutazione ma non hai competenze interne certificabili, in caso di contestazione devi dimostrare chi ha fatto la valutazione e con quali strumenti.
Audit preliminare prima di qualsiasi dichiarazione
Non produciamo dichiarazioni precompilate che l’azienda firma senza conoscere lo stato reale del sito.
L’audit preliminare Identifica le macro-aree di non conformità, stima l’ampiezza del lavoro correttivo necessario, valuta se il sito può dichiarare conformità totale, parziale o è necessario un intervento di adeguamento prima di pubblicare la dichiarazione.
Documento da redigere e aggiornare periodicamente
Chi è obbligato secondo la Legge Stanca L. 4/2004
- Pubbliche amministrazioni (ministeri, regioni, comuni, ASL, università, enti previdenziali, authority e organismi di diritto pubblico); Aziende private concessionarie di servizi pubblici; Grandi imprese private con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre anni che offrono servizi al pubblico tramite siti web o applicazioni mobili.
Chi è obbligato secondo l’European Accessibility Act
- Privati con servizi digitali rilevanti: aziende private che offrono servizi digitali al pubblico (B2C) tramite siti web, e-commerce o applicazioni e che superano i 10 dipendenti e i 2 milioni di euro di fatturato annuo rientrano negli obblighi previsti dall’European Accessibility Act. Per questi soggetti la dichiarazione di accessibilità è obbligatoria dal 28 giugno 2025.
Accessibilità certificata per l’e-commerce
Callmewine: una dichiarazione che regge al tempo e alle verifiche
Compliance tecnica e legale
Per Callmewine abbiamo curato la redazione della dichiarazione di accessibilità nel rispetto degli obblighi normativi (Direttiva UE, EN 301 549, AgID) con la supervisione di uno studio legale specializzato.
Un lavoro puntuale che parte da una valutazione tecnica approfondita e arriva alla compilazione della dichiarazione ufficiale, completa e verificabile.
Il risultato? Un documento pubblicato correttamente, sostenibile nel tempo e allineato alle reali caratteristiche del sito.
Un servizio completo per dichiarare, documentare e presidiare la conformità
Dalla verifica tecnica alla pubblicazione, il nostro processo completo per il raggiungimento della conformità
Non hai ancora pubblicato la dichiarazione di accessibilità?
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Evita sanzioni e dichiarazioni copia-incolla.
Ti aiutiamo a redigere una dichiarazione conforme, verificabile e sostenibile nel tempo.
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